VEGANCH'io

VEGANCH'io di Brugherio, una vittoria dell'animalismo
Rassegna stampa VEGANCH'io 2006

VEGANCH'io 2006

1) Pubblicate le fotografie del primo VEGANCH'io! Clicca qui per visionarle
2) Leggi i ringraziamenti: GRAZIE, GRAZIE GRAZIE!
3) Leggi il resoconto dei tre giorni della festa
4) Carissimi bambini... lettera-resoconto dal gruppo bambini

Rassegna stampa VEGANCH'io 2006


Giugno 2006

Carissimi Amici,

I tre giorni della prima grande FESTA VEGAN in Lombardia, in collaborazione con molte associazioni animaliste, sono andati BENISSIMO! Penso meglio delle più rosee aspettative. Tre giorni di buon cibo vegan, ma anche giochi per adulti e bambini, concerti, conferenze, letture antispeciste, corsi di autoproduzione di cosmetici, di dolci, di come fare una spesa critica e intelligente e molto di più….

Ringraziamo di cuore tutti quelli che hanno dato il loro sostegno morale ancor prima di iniziare, grazie a chi, come noi, ha creduto possibile farcela ad organizzare tutto in soli due mesi...

Non farò il riassunto di com’è andata, ma solo alcune impressioni personali che ho avuto su queste giornate di fatica in allegria e amicizia.

Venerdì mattina, stavo allestendo la mostra fotografica “Sai cosa mangi” già nota a tutti i partecipanti delle scorse edizioni del VegFestival di Torino, che mostra foto scioccanti su come vivono gli animali negli allevamenti intensivi e sulla loro tragica fine, quando entra il primo visitatore fuori orario. Il tipo guarda qualche foto, poi mi si avvicina e mi chiede: <<scusi, ma questi (indicando le foto) li macellate voi?>>, capisco subito che non si tratta di una cattiva battuta di spirito, ma di un vero equivoco: <<in che senso scusi?>> e lui bello, bello, mi risponde:<<io sono macellaio e mi chiedevo se queste bestie…>>, al che lo interrompo subito, chiarendo l’equivoco e spiegando che siamo contro ogni tipo di allevamento e macellazione o sfruttamento di animali, che i vegan sono vegetariani. Allora il macellaio, si volta non più capace di sostenere il mio sguardo e si rimette per pochi secondi ancora a guardare le foto appese, scuotendo la testa in segno di disapprovazione, poi tristemente se ne va. Probabilmente le foto di animali pigiati in gabbie piccolissime, praticamente in scatole, di vitelli sgozzati, morenti in fiumi di sangue che invadono anche i macellai, di migliaia di pulcini vivi gettati a morire in bidoni come fossero spazzatura, di pesci che muoiono soffocati, per lui sono solo scene che vive tutti i giorni, nella routine del proprio lavoro e forse il macellaio avrà pensato: “ma che razza di setta è mai questa? Ma che pazzi sono questi vegan?” I nostri occhi, come quelli del macellaio guardano le stesse fotografie, ma vedono due cose completamente diverse: noi sentiamo le urla di dolore, la disperazione senza speranza, la morte barbara e orrenda, dopo una vita ancora peggiore; lui, il macellaio vede bistecche, arrosti, salami… e naturalmente il denaro che ne ricava, con un velo rosso di sangue davanti agli occhi non vedrà mai la “nostra verità”.

Mi ha colpito molto l’allegria e la bravura dei cuochi di “Food not bombs”, che hanno meritato un fragoroso ed interminabile applauso durante la cena di domenica da tutti i tavoli stracolmi di gente soddisfatta.

Commuovente l’applauso che ha interrotto la conferenza di Stefano Cagno (medico chirurgico antivivisezionista) quando ha detto: <<gli animali non sono fatti per essere rinchiusi in gabbia, così come gli uomini per essere rinchiusi in carcere>>.

Molto appropriato l’intervento di Claudio del “Laboratorio Antispecista”, che ha ricordato come è importante, anzi determinante, il sostegno degli animalisti alle campagne mondiali, ma anche a quelle nostrane in tema di liberazione animale. Quindi oltre che tener fede ai principi Vegan, che ci permettono di non incidere negativamente con i nostri comportamenti sulla sofferenza animale, è determinante partecipare attivamente alla lotta, attraverso l’attivismo, con proteste via e-mail e telefonate, oltre che partecipare alle manifestazioni, presidi, ecc…

Senza dilungarmi oltre, sono stati 3 giorni, dove si è finalmente respirata “un’aria buona”, si è vista e toccata con mano una forza “centripeta” fra le varie associazioni, che pur mantenendo la propria identità, il proprio modo di condurre la lotta per la liberazione animale, si sono unite e lavorato fianco a fianco, affermando con i fatti che non ha importanza l’appartenenza a uno o l’altro gruppo o associazione, ma la condivisione degli stessi ideali e obbiettivi comuni.

Questo a mio parere è stato il grande successo del VEGANch’io: l’aver ricordato che chi si fregia del nome animalista non può prescindere da un comportamento etico in linea con la filosofia antispecista e che si deve lavorare tutti per unire, non dividere, il movimento animalista.

Rimangono nel ricordo le risate dei cuochi e l’allegria di tre giorni passati in armonia ed amicizia.
Ringrazio OLTRE LA SPECIE per il coraggio che ha dimostrato nell’organizzare questo fondamentale evento a Milano.

Da Paolo XL
www.collettivoanimalista.org